Il problema del contenimento dei consumi energetici è legato a tre aspetti complementari che ne rendono urgente la soluzione: si tratta della dipendenza energetica dall’estero e da fonti fossili esauribili, dell’incidenza economica del fattore energetico e dell’impatto ambientale dei consumi di energia. Quest’ultimo aspetto presenta le caratteristiche di maggiore urgenza, anche alla luce delle più recenti analisi sugli effetti climatici di riscaldamento globale delle emissioni di anidride carbonica. Per bloccare la concentrazione sono necessari decisi interventi di riduzione delle emissioni, che devono essere dimezzate entro il 2050.
Il contributo di riduzione del settore degli edifici è in tal senso molto interessante. In Italia il settore civile, cioè il settore residenziale più il settore terziario, è responsabile di circa un terzo dei consumi energetici finali (il 30,2% stando ai dati del 2003), impiegando circa 44 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno (1Tep = 11630 kWh).
Da questo scenario appare inevitabile il ricorso a misure, per certi versi anche drastiche, volte alla riduzione dei consumi di energie da fonte fossile. Sin dall’emanazione della Direttiva Europea 2002/91/CE è apparso chiaro che le tipologie degli edifici di nuova costruzione avrebbero dovuto essere caratterizzate da consumi energetici contenuti specie per quanto riguarda il riscaldamento. Per poter rendere pratica attuazione della Direttiva, il governo italiano ha emanato il D. Lgs. n° 192/2005, in cui, grazie anche alle successive modifiche indicate nel D. Lgs. n° 311/2006, sono stati focalizzati e precisati gli obiettivi nazionali in materia di contenimento dei consumi energetici.
Il contributo di riduzione del settore degli edifici è in tal senso molto interessante. In Italia il settore civile, cioè il settore residenziale più il settore terziario, è responsabile di circa un terzo dei consumi energetici finali (il 30,2% stando ai dati del 2003), impiegando circa 44 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio all’anno (1Tep = 11630 kWh).
Da questo scenario appare inevitabile il ricorso a misure, per certi versi anche drastiche, volte alla riduzione dei consumi di energie da fonte fossile. Sin dall’emanazione della Direttiva Europea 2002/91/CE è apparso chiaro che le tipologie degli edifici di nuova costruzione avrebbero dovuto essere caratterizzate da consumi energetici contenuti specie per quanto riguarda il riscaldamento. Per poter rendere pratica attuazione della Direttiva, il governo italiano ha emanato il D. Lgs. n° 192/2005, in cui, grazie anche alle successive modifiche indicate nel D. Lgs. n° 311/2006, sono stati focalizzati e precisati gli obiettivi nazionali in materia di contenimento dei consumi energetici.


